Questione di fiducia: ecco cosa ci è successo in Thailandia

Questione di fiducia: ecco cosa ci è successo in Thailandia

Durante il nostro soggiorno a Phuket ho avuto dei sintomi molto forti accompagnati da vomito: probabilmente alla base del mio malessere c’era un alimento mangiato la sera prima.
Dopo essermi liberata e dopo una bella dormita, sono stata meglio.

Ma ecco che a darmi il cambio ci pensa Vincenzo: stessi sintomi e sembrava non volersi riprendere.

Preoccupata prendo il cellulare e telefono per avere un’assistenza medica, ma nel bel mezzo della chiamata cade la linea: è finito il credito.
Prendo il cellulare di Vincenzo ma anche il suo credito non basta. Agitatissimi ci guardiamo negli occhi.

Ci siamo ritrovati a stare male dall’altra parte del mondo, dove non ci conosce nessuno e dove nessuno parla la nostra lingua, senza credito nei cellulari e nessuno dei nostri parenti o amici era a conoscenza della nostra situazione.

Intanto il tempo passa, arriva la sera e l’appetito inizia a farsi sentire.
Vincenzo indebolito non se la sente di uscire per cena, così prendo la mia borsetta e da sola mi reco in un ristorantino che si trova proprio sotto l’hotel in cui alloggiamo.

Una volta al ristorante ordino riso bianco e pollo bollito da portare in camera.
Nell’attesa la cameriera mi domanda dove fosse il mio compagno, avendoci sempre visti insieme le sembrava strano che io fossi lì tutta sola.
Prendo coraggio e con il mio scarso inglese provo a spiegarle il problema.
Non riesco a trattenermi e scoppio in lacrime.

“Don’t cry! Don’t cry my friend!” la ragazza ha cercato subito di tranquillizzarmi.
Mi ha presa per mano e mi ha chiesto di seguirla.

Ho iniziato a pensare: dove mi vuole portare? E se non ritrovo la strada per tornare in hotel? Come faccio ad avvisare Vincenzo senza credito nel cellulare?

Ma alla fine ho deciso di darle fiducia.
Attraversiamo la strada affollata di persone e bancarelle di street food, e quando ci fermiamo mi rendo conto che la gentile ragazza mi ha accompagnata in una farmacia.

Spaesata l’ascolto mentre parla con il farmacista e penso: questa sconosciuta mi ha appena aiutata, con spontaneetà e senza chiedere nulla in cambio.
A lei non importava che io fossi una farang (come i thailandesi chiamano gli stranieri), ha visto che ero in difficoltà e mi ha aiutata.
Io le sorrido piena di gratitudine e torno subito da Vincenzo per raccontargli tutto.

Il giorno dopo Vincenzo si sente meglio e insieme decidiamo di andare a mangiare nel ristorante della nostra nuova amica thai per salutarla e ringraziarla ancora.

Fidarsi a volte può essere rischioso, ma altre volte è meraviglioso.
Viaggiare ci mette a contatto con tante esperienze, con modi diversi di pensare e usanze lontane da quelle a cui siamo abituati.
Anche nella vita di tutti i giorni veniamo messi alla prova, ma abbiamo moltissimi strumenti per risolvere i problemi: per esempio se stiamo male sappiamo dove trovare il numero di telefono del nostro medico, sappiamo dov’è la farmacia o l’ospedale.
In viaggio no.
Viaggiando veniamo messi alla prova e dobbiamo trovare la forza e il coraggio per superare gli ostacoli.
Viaggiando allarghiamo i nostri orizzonti e vediamo la bellezza che c’è fuori..

..e così aumenta la fiducia in noi stessi, negli altri e nella Vita.

“Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è dargli fiducia”

cit. Ernest Hemingway

Scopri di più sulla nostra prima volta in Asia!

Lascia un commento