Gli amanti dei vulcani tendono sempre a guardare all’Indonesia come una possibile meta per un viaggio avventuroso. Questo grazie alla presenza di più di 150 vulcani attivi, di cui il Bromo è il più gettonato. In effetti, ammirare l’alba al vulcano Bromo è stato un mio grande sogno per diversi anni e quest’agosto sono riuscita a realizzarlo insieme al mio compagno. In quest’articolo ti racconto la nostra esperienza personale e ti fornisco anche tanti consigli utili.
Sommario
- Dove atterrare per vedere il Bromo
- Madakaripura Waterfall, cascate nella giungla
- Dove alloggiare per vedere l’alba al vulcano Bromo
- Escursione per vedere l’alba al vulcano Bromo
- L’alba al vulcano Bromo
- Il Mare di Sabbia
- Il tempio induista del Bromo
- Il cratere del Bromo
- Gli unicorni esistono davvero?
- Dove prenotare l’escursione per vedere l’alba al Bromo
- Escursione Vulcani Bromo e Ijen
Dove atterrare per vedere il Bromo
Dopo aver trascorso qualche giorno a Singapore, una metropoli che ci è piaciuta particolarmente, io e Vincenzo abbiamo voglia di immergerci nella natura. Così prepariamo i bagagli e prendiamo un volo diretto a Surabaya, sull’isola di Giava. Una volta atterrati veniamo accolti dal driver che lavora per la struttura ricettiva in cui andremo a soggiornare, ma prima di farci accompagnare a destinazione, facciamo con lui un’escursione nella giungla per esplorare le Madakaripura Waterfall.
Madakaripura Waterfall, cascate nella giungla
Il tragitto in auto dall’aeroporto di Surabaya alle cascate Madakaripura dura circa 2 ore, ma non ci facciamo scoraggiare. D’altronde vogliamo sfruttare al massimo la nostra permanenza in questa zona di Giava. Attraversiamo dei villaggi locali e ci avviciniamo sempre di più alla giungla. Raggiungiamo un parcheggio, il nostro driver si ferma e ci affida a due ragazzi del posto che ci fanno salire a bordo dei loro motorini. Il ragazzo che porta con sé Vincenzo parte per primo e lo perdo subito di vista. Una volta che anche il ragazzo che guida il motorino su cui sono salita io parte, penso tra me e me: “Quanto mi era mancato il Sud-est asiatico!”. Il mio pensiero cambia quando il motorino sfreccia a tutta velocità lungo una strada piena di curve. Scendo dal mezzo con qualche capello bianco in più e le gambe che tremano, ma felice.
Ci inoltriamo nella giungla con una guida, indossando un kway ed un caschetto. La temperatura è piacevole, io adoro il caldo. L’umidità è elevata ma non vi è traccia di zanzare. Rimango subito affascinata dal verde brillante della vegetazione e dai colori accesi dei fiori tropicali. In lontananza vediamo delle scimmie enormi di colore nero che si arrampicano sui rami. Dopo un’avventurosa passeggiata di 20 minuti arriviamo alle cascate. Sono sincera, non me le aspettavo così belle! Sono alte circa 200 metri, il fragore dell’acqua riempie l’aria di energia e potenza e si tuffa in un piccolo lago color smeraldo. Madre Natura ha creato un’opera d’arte, come sempre. Contempliamo tutta questa bellezza per qualche minuto, è sconsigliato fare il bagno qui. Scattiamo delle bellissime foto ricordo e rigenerati torniamo al parcheggio dal nostro driver, rigorosamente in motorino.

Dove alloggiare per vedere l’alba al vulcano Bromo
Il driver ci accoglie con un enorme sorriso, le persone a Giava sono di una gentilezza disarmante. Saliamo a bordo dell’auto e ci dirigiamo al Gubuk Ndeso Homestay, una piccola ma graziosa struttura ricettiva situata in montagna. L’idea iniziale era quella di soggiornare a Cemoro Lawang, la località più vicina al vulcano Bromo, ma poi abbiamo visto le foto del Gubuk Ndeso Homestay e ci è sembrata una soluzione carina.
Arrivati a destinazione percepiamo un netto cambiamento di clima: di giorno fa freschetto e la sera ci dicono esserci 10 gradi. Lasciamo i bagagli in camera, ci godiamo la vista sulle montagne ed ascoltiamo il richiamo del muezzin. Tutta questa meraviglia ed il lungo viaggio ci hanno messo un certo appetito: decidiamo di mangiare presso il ristorante dell’hotel. Gustiamo i piatti tipici della zona ed è tutto squisito, tanto che decidiamo di consumare qui tutti i pasti del nostro soggiorno. Posso inoltre dire ufficialmente che qui ho mangiato la banana fritta più buona della mia vita!
Il sole tramonta ed inizia a fare freddo: è tempo di riposare, la nostra sveglia suonerà alle 2 di notte.

Escursione per vedere l’alba al vulcano Bromo
Suona la sveglia, io e Vincenzo ci alziamo, ci laviamo la faccia e ci vestiamo a strati. Indossiamo abiti comodi e caldi, sciarpa e berretto inclusi. Prendiamo i nostri zaini con dentro l’attrezzatura fotografica e lasciamo la stanza. Saliamo a bordo di una jeep, il nostro autista parla solo indonesiano: “Selamat datang!” (benvenuti), ci dice.
Un tragitto di mezzora si trasforma in un tragitto di un’ora a causa del traffico: ci sono davvero tante, troppe jeep che si dirigono al Bromo. L’autista si gira verso di noi e ci fa intendere che da quel punto avremmo dovuto proseguire da soli a piedi. Scendiamo dal mezzo, c’è un vento gelido. É buio e ci facciamo strada utilizzando la torcia del cellulare. La salita non è molto impegnativa e lungo il percorso osserviamo bancarelle e negozietti che vendono cibo caldo ed abbigliamento termico. Arrivano anche dei ragazzi in moto chiedendoci se vogliamo un passaggio fino al punto panoramico (pagando), ma rifiutiamo.
Ad un tratto si apre davanti a noi un paesaggio surreale: sono i 3 vulcani del Tengger Semeru National Park, tra cui il Bromo, illuminati dal cielo stellato. Scattiamo una fotografia e riprendiamo la camminata verso il punto panoramico. Più saliamo e più il vento si fa tagliente. Arriviamo al belvedere un’ora prima dell’inizio dell’alba, cerchiamo un posticino dove sederci ed attendiamo. Nel frattempo arriva una marea di persone provenienti da tutto il mondo. Siamo tutti qui riuniti per realizzare il nostro sogno.

L’alba al vulcano Bromo
Mancano esattamente 10 minuti al sorgere del Sole ma notiamo con dispiacere che si sta alzando la nebbia. “Pazzesco, proprio ora!” E fu così che l’alba al vulcano Bromo non l’abbiamo vista. Non nascondo la mia delusione, non l’avrei mai immaginato, anche perché è alta stagione. Ma quest’episodio mi è servito da lezione: la Natura è imprevedibile e fa ciò che vuole. Anche se ci prepariamo al meglio certi eventi sono al di là del nostro controllo ed ogni esperienza, anche se diversa da quella sperata, porta con sé un insegnamento.
Sconfortati torniamo alla jeep e subito un’altra brutta notizia: l’autista ci informa che a causa del traffico dobbiamo aspettare 2 ore. Io penso con tutta me stessa che certe destinazioni debbano essere a numero chiuso, altrimenti perdono il loro fascino, si creano disagi per i visitatori e soprattutto la Natura soffre.
Ne approfitto per fare un pisolino e quando mi sveglio noto che la nebbia si è dissolta. Ripartiamo dirigendoci verso la prossima tappa: il Mare di Sabbia ed il cratere del Bromo.
Il Mare di Sabbia
La strada per arrivare al Mare di Sabbia, un deserto composto da sabbia nera vulcanica, è super panoramica ed ora che il Sole è alto nel cielo si vedono bene i colori della natura che ci circonda. L’autista si ferma in un punto panoramico nascosto per farci godere della meraviglia che si apre davanti a noi. Ecco il Bromo e gli altri due vulcani del Tengger Semeru National Park. Non devo svegliarmi, non sto sognando: è tutto reale, è la bellezza del pianeta in cui viviamo!

Il tempio induista del Bromo
Attraversiamo il Mare di Sabbia a piedi: adesso sì che fa caldo! Arriviamo alla base della salita che conduce al cratere del vulcano e notiamo un bel tempio. Scopriamo che il Bromo è sacro agli induisti e che questo tempio indù è costruito con pietre ricavate dalla lava.

Il cratere del Bromo
La salita al cratere del Bromo si conclude con una scalinata di circa 250 scalini. Anche qui vi sono molti visitatori e bisogna avere pazienza, ma una volta arrivati in cima ogni fatica è ripagata. La vista è mozzafiato e l’energia che si percepisce è davvero potente. Da quassù inoltre si sente il brontolio del vulcano, che ricordo essere attivo, sta solo dormendo.


Gli unicorni esistono davvero?
L’Asia mi attira a sé come una calamita ed il Sud-est asiatico è la mia parte di mondo preferita. Tuttavia c’è una questione che proprio non riesco ad accettare, ovvero come vengono trattati e sfruttati gli animali in certe zone. Presso il Mare di Sabbia ad esempio ho notato che ci sono molti cavalli bianchi, con la criniera e la coda dipinte con i colori dell’arcobaleno e con in testa un corno finto. Sembrano letteralmente degli unicorni e sono molto tristi. Alcuni turisti, per niente responsabili, divertiti decidono di salirgli in groppa, scattare foto da pubblicare sui social e di farsi portare da loro lungo tutto il breve tratto di deserto. Per favore, non cadiamo in queste trappole e viaggiamo rispettando la natura ed ogni singolo essere vivente.
Dove prenotare l’escursione per vedere l’alba al Bromo
Io e Vincenzo abbiamo deciso di organizzare l’escursione alle cascate ed al Bromo insieme alla struttura ricettiva in cui abbiamo alloggiato, contattandola via email mesi prima e risparmiando un bel po’. In alternativa puoi valutare la seguente opzione: Monte Bromo all’alba + Cascate Madakaripura.
Escursione Vulcani Bromo e Ijen
Molti viaggiatori oltre al Bromo ci tengono a vedere un altro vulcano di Giava, Ijen. Si tratta del vulcano più bello di tutta l’Indonesia, grazie al suo lago sulfureo azzurro ed alle fiamme blu. Anche qui la salita inizia in piena notte e si raggiunge la cima per ammirare l’alba, ma a differenza del Bromo, l’escursione al vulcano Ijen è sconsigliata a chi viaggia con i bambini e a chi non è in perfetta forma fisica. L’ascesa al cratere è infatti molto ripida e faticosa, fa ancora più freddo. Obbligatorio è affittare una maschera per non respirare le fumarole che danzano nell’aria: l’odore di zolfo è molto forte. Inoltre devi sapere che dal 2025 si può salire sul vulcano Ijen solo se si presenta un certificato medico rilasciato da un centro medico locale. Se ti interessa fare quest’esperienza valuta la seguente escursione: Tour di 3 giorni Bromo + Ijen.
Intanto noi salutiamo Giava con la promessa di farvi ritorno, pronti a scoprire la prossima destinazione!
Se quest’articolo ti è stato utile continua a seguirmi: mi trovi anche su Instagram, Facebook e Pinterest.
A questo link invece trovi tutti i miei articoli dedicati all’Indonesia.


