Come ti ho raccontato nel mio articolo su come organizzare un viaggio alle Isole Galapagos, ho sognato di visitare questo remoto arcipelago per ben 20 anni. Tutto è nato tra i banchi di scuola, durante una lezione di scienze sulla Teoria dell’evoluzione di Darwin. Due decenni dopo, insieme al mio compagno, mi sono decisa ad acquistare quei biglietti. Visitata una parte dell’Ecuador continentale, mi sono ritrovata a bordo di un piccolo aereo che mi stava trasportando verso il mio sogno. Due ore di volo sopra l’Oceano Pacifico fino a quando, guardando fuori dal finestrino, ho iniziato ad intravedere una piccola isola vulcanica. Appena scesa dall’aereo ero incredula, non mi sembrava vero: ero finalmente arrivata alle Galapagos! In quest’articolo ti racconto il nostro itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos, da cui potrai prendere spunto per il tuo viaggio.
Sommario
Giorno 1: San Cristobal
Il nostro itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos è iniziato da Isla San Cristobal. Una volta in aeroporto mostriamo i passaporti ed i biglietti di ritorno. Paghiamo una tassa d’ingresso di 200 dollari americani in contanti a testa ed attendiamo che i bagagli vengano ispezionati.
Ci dirigiamo poi a Puerto Baquerizo Moreno e raggiungiamo il Blue Marlin Hotel, che si trova nelle vicinanze del porto. Fatto il check-in, lasciamo i bagagli nella nostra stanza, indossiamo il costume ed insieme ad una guida locale, Christian, raggiungiamo La Loberia, una bella spiaggia dove facciamo snorkeling tra tartarughe e leoni marini. L’acqua è gelida, per fortuna Christian ci ha portato la muta! Mi sdraio al sole e noto due fringuelli di Darwin che svolazzano vicino a me. Eh sì, sono proprio i fringuelli di Darwin che 20 anni prima avevo studiato a scuola!

All’ora di pranzo torniamo a Puerto Baquerizo Moreno e consumiamo il pasto presso El Cangrejo Loco. Trascorriamo il pomeriggio in compagnia della nostra guida, che ci accompagna attraverso Playa Mann e Playa Punta Carola, due spiagge popolate da colonie di simpaticissimi leoni marini ed iguane marine. Christian ci dice che agosto è un buon mese per visitare le Galapagos, poiché ci sono meno turisti, zero zanzare e molti più animali. Ci spiega anche che le iguane marine sbuffano per espellere il sale in eccesso dal corpo e che riposano al sole per recuperare le energie perse nuotando. Le trovo affascinanti, con gli sguardi fieri e le scaglie misteriose sembrano dei draghi. Proseguiamo verso il Mirador Cerro Tijeretas, dove osserviamo Cerro de las Tijeretas, una piccola baia dove si dice che sia approdato Darwin.
Sull’isola i ristoranti chiudono presto, così consumiamo la cena presso il ristorante El Descanso Marinero e torniamo in hotel per riposare.

Giorno 2: Leon Dormido
Suona la sveglia, facciamo una colazione abbondante in hotel e ci dirigiamo al porto. Per oggi c’è in programma un’escursione pazzesca! Dopo un paio d’ore di navigazione in lontananza vediamo la sagoma di un’enorme isolotto in mezzo all’oceano a forma di leone marino addormentato. Più ci avviciniamo più lo spettacolo diventa avvincente. Si tratta del Leon Dormido, uno dei migliori punti dell’arcipelago dove fare snorkeling ed immersioni.

L’acqua è talmente fredda che l’utilizzo della muta è praticamente obbligatorio, ma la bellezza di Madre Natura qui è senza pari. Sott’acqua cattedrali di coralli coloratissimi ed una variegata vita sottomarina, e sopra di noi colonie di sule dalle zampe azzurre e fregate dal petto rosso che svolazzano leggiadre. Mi è sembrato d’essere finita dentro ad uno di quei documentari che guardavo sempre in tv. La sessione di snorkeling è durata circa un’ora e la parte più bella è stata quando un leone marino si è avvicinato a Vincenzo per giocare con lui tra mille piroette!

Saliamo a bordo della nostra imbarcazione per pranzare, mentre attendiamo i partecipanti all’escursione che hanno scelto di fare diving, curiosi di sapere se hanno incontrato gli squali martello. Prima di far ritorno a Puerto Baquerizo Moreno, facciamo una breve sosta a Playa El Manglecito, una spiaggia selvaggia di fine sabbia bianca ed acqua cristallina. Decisamente una delle più belle delle Galapagos, dove incontriamo un’iguana marina intenta a nuotare.
Gustiamo del polpo fresco presso il ristorante Umami, mentre osserviamo i leoni marini passeggiare tra la gente. Tornati in hotel sistemiamo i bagagli: domani si cambia isola!




Giorno 3: Santa Cruz
Ci svegliamo all’alba per prendere lo speedboat per Isla Santa Cruz. L’oceano è abbastanza mosso ed il tragitto dura 2 ore. Arrivati a Puerto Ayora, la città principale dell’isola, facciamo colazione presso La Regata, un ristorante proprio di fronte al porto.
Raggiungiamo poi l’hotel Galapagos Suites, dove veniamo accolti in maniera davvero affettuosa dalla proprietaria Joseline. Restiamo subito colpiti dalla cura dei dettagli del giardino e della struttura. Entrati in camera veniamo pervasi da un senso di meraviglia: la stanza è pulita, spaziosa, luminosa e tutto è decorato a tema animali. Ampio è anche il balcone con una coloratissima amaca!


Passa a prenderci Mario, la nostra guida per questa mattina. Insieme a lui ci dirigiamo verso la parte alta di Isla Santa Cruz, dove visitiamo i Los Gemelos, due crateri ricoperti da una rigogliosa vegetazione che conferisce all’ambiente un’atmosfera fiabesca, ed El Chato, una riserva naturale dove osserviamo da vicino tartarughe giganti allo stato selvatico e condotti lavici sotterranei. Mario ha studiato presso un’università in Costa Rica ed è una persona molto preparata. Una sua frase mi ha colpita particolarmente: “Si parla sempre d’evoluzione, ma secondo me prima c’è l’adattamento e poi l’evoluzione“.
Salutiamo e ringraziamo Mario e tornati a Puerto Ayora gustiamo un pranzo vista oceano al ristorante Almar Seafood & Grill.

Dedichiamo il pomeriggio a Tortuga Bay, una spiaggia chilometrica di finissima sabbia bianca, una delle più belle dell’arcipelago. Prima di raggiungerla ci registriamo all’ingresso e percorriamo un sentiero lastricato lungo ben 2,5 km. Non dimenticherò mai la piacevolissima sensazione che ho provato quando i miei piedi scalzi sono entrati in contatto con la sabbia soffice.
Ceniamo al 1835 Restaurant & Coffee e passeggiamo fino a tardi lungo la Ave Charles Darwin, la via principale della città colma di negozietti.

Giorno 4: Seymour Norte
Quella di stamattina è stata una colazione che mi ha toccato il cuore. Joseline ha preparato tutto con le sue mani e l’ha fatto con amore. Non dimenticherò mai la sua torta al cioccolato e banana ed il succo al cocco fatto con la polpa del frutto!
Da Santa Cruz partono le escursioni alle isole più selvagge dell’arcipelago: noi partecipiamo all’escursione in giornata a Isla Seymour Norte. Dopo più di un’ora di tragitto arriviamo su quest’isola dai paesaggi giurassici, che mi ha catapultata all’epoca dei dinosauri.
Appena ho messo piede a Seymour Norte non riuscivo a credere ai miei occhi. L’isola è di piccole dimensioni abitata da una flora e da una fauna endemiche. Non ci sono esseri umani qui ed è possibile visitarla solo ed esclusivamente in compagnia di una guida naturalistica certificata, José nel nostro caso, seguendo un polveroso percorso di 2 km che si snoda tra alberi di Palo Santo.

Abbiamo avvistato un’infinità di Sule piediazzurri e Fregate magnificens, con tanto di pulcini, ed abbiamo camminato a pochi metri di distanza dai loro nidi. Quanto ho desiderato vedere da vicino le Sule piediazzurri: ho scattato tantissime foto ricordo! Nel frattempo José ci spiega che i maschi di Fregate magnificens gonfiano la sacca rossa sul loro petto per ammaliare le femmine. Lungo il cammino incontriamo anche diverse iguane terrestri gialle ed avvistiamo parecchi pellicani.




Torniamo a bordo nella nostra imbarcazione e gustiamo il pranzo squisito cucinatoci dallo chef. Prima di far ritorno a Santa Cruz facciamo una sosta a Isla Mosquera, dove avvistiamo dei fenicotteri, ci godiamo l’idilliaca spiaggia bianca e facciamo snorkeling nelle acque cristalline.
Per cena siamo tornati al 1835 Restaurant & Coffee ed abbiamo assaggiato il pesce Brujo.

Giorno 5: Isabela
Quando ci alziamo dal letto per dirigerci al porto, fuori è ancora buio: lo speedboat per Isabela parte molto presto.
Ebbene sì, il nostro itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos prosegue verso Isabela, la più grande isola dell’arcipelago. La tratta dura due ore e l’oceano è parecchio mosso. “Durante la navigazione potrete avvistare i delfini” ci avevano detto, ma le uniche cose che ho visto sono state onde altissime che facevano dondolare brutalmente lo speedboat. Lo spostamento è stato turbolento, ma arrivati a Isabela ci è sembrato d’essere in paradiso. L’acqua del porto è cristallina e ad accoglierci c’è un simpaticissimo leone marino che ci guarda incuriosito.

Andiamo dritti all’hotel La Laguna di Puerto Villamil. La nostra camera è meravigliosa e ha un balcone affacciato su Pozo Salinas, una laguna colma di fenicotteri. Riposti i bagagli, facciamo una passeggiata. Notiamo che le strade non sono asfaltate e che la presenza umana è ridotta al minimo. Noleggiamo la bicicletta per raggiungere il Muro de las lagrimas, un sito storico. Attraversiamo un percorso naturalistico, facendo varie soste per ammirare i paesaggi segnalati dai cartelli. Lo scenario più suggestivo ce l’ha regalato la chilometrica spiaggia di Puerto Villamil.




Per pranzo andiamo al ristorante El Cafetal. Ho adorato il succo di mora con cui ho accompagnato i piatti cucinati con amore. Nel pomeriggio partecipiamo all’escursione a Los Tuneles e a Las Tintoreras, dove avvistiamo i pinguini delle Galapagos e gli squali pinna bianca.


La sera non vi è molto da fare, è un’isola molto tranquilla. Per cena torniamo a El Cafetal e prima di andare a dormire facciamo una breve passeggiata. Ci allontaniamo di poco dalle luci di Puerto Villamil ed ammiriamo il cielo punteggiato di milioni di stelle.

Giorno 6: Isabela
Come ogni mattina di quest’itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos, ci alziamo molto presto. Facciamo colazione nel ristorante dell’hotel, con una splendida vista sulla laguna già affollata di fenicotteri.

Ci aspetta un’escursione impegnativa, ma ancora non sapevamo che sarebbe stata così faticosa. Siamo diretti al Sierra Negra, che con il suo cratere di 10 km è il secondo vulcano attivo più grande al mondo. Il bus ci lascia all’inizio del sentiero, avvolto nella nebbia che rende il tutto ancora più suggestivo. Durante il tragitto, accompagnati da una guida certificata, incontriamo un meraviglioso Pigliamosche rosso!

Salendo di quota la nebbia lascia spazio al sole che picchia forte e ci rendiamo conto d’essere sopra le nuvole. Arrivati al cratere restiamo senza parole: è davvero immenso! La guida ci racconta che l’eruzione più recente è stata nel 2018 (ricordavo d’aver sentito la notizia al telegiornale), mentre la più spettacolare è stata nel 2005. E proprio a seguito dell’eruzione del 2005 Isabela ha iniziato ad accogliere i visitatori.

Proseguiamo il trekking attraversando campi di lava, fino a raggiungere il Volcan Chico, che ci regala i paesaggi lunari più belli mai visti. Tra andata e ritorno percorriamo 16 km, ma la soddisfazione e la gratitudine sono enormi.

Pranziamo in un ristorante lungo la spiaggia di Puerto Villamil vista oceano e raggiungiamo Concha de Perla, una piscina naturale dove facciamo snorkeling, rigorosamente indossando la muta. Facciamo amicizia con un ragazzo del posto di nome Alfredo e nuotiamo insieme tra tartarughe marine, pesci colorati e razze.

Per cena torniamo al nostro amato El Cafetal e per la prima volta notiamo che proprio accanto ad esso c’è una bella chiesetta tropicale.

Giorno 7: Santa Cruz
Partiamo prima dell’alba con lo speedboat per Santa Cruz, dove trascorreremo l’ultima notte di questo viaggio. A questo punto possiamo confermare che Santa Cruz è l’isola delle Galapagos dove la presenza dell’uomo si fa sentire maggiormente. Mi auguro che si riesca a salvaguardare quest’arcipelago il più a lungo possibile. Torniamo al Galapagos Suites, dove ci siamo sentiti a casa.
Pranziamo presso il ristorante El Muelle de Darwin. Un canarino si avvicina a noi come se volesse salutarci. Nel pomeriggio gironzoliamo per le spiagge di Puerto Ayora ma nessuna ci colpisce particolarmente. Dopo una doccia rigenerante ceniamo al ristorante Nahm e facciamo gli ultimi acquisti nei negozi lungo l’Ave Charles Darwin.
Giorno 8: Ritorno
Il nostro itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos è giunto al termine: è il momento di far ritorno a casa. Gustiamo la colazione preparata da Joseline e usciamo a fare un’ultima passeggiata per Puerto Ayora, soffermandoci ad osservare il mercato del pesce. Assistiamo a scene divertenti: leoni marini e pellicani che cercano di rubare il pesce fresco! Avvistiamo le ultime iguane marine e prendiamo il transfer per il nord dell’isola. Qui ci imbarchiamo su una piccola barca che ci porta all’isola di Baltra, dove si trova l’aeroporto da cui partiremo. L’aeroporto di Baltra è surreale: circondato da un paesaggio giurassico popolato da iguane terrestri gialle.

È stata un’avventura senza pari: le emozioni che ho provato durante questo viaggio sono indescrivibili. Ogni mio passo qui mi ha riportata ai libri che avevo studiato decenni prima. Il vento tra i capelli ed il canto degli uccelli hanno avvolto la mia anima e mi sono sentita parte di un’opera più grande. Le Isole Galapagos sono un santuario naturale unico al mondo che invita a connettersi con la natura e che rivela la bellezza della vita.
Mentre scrivo qui sul mio blog sento una profonda gratitudine per aver realizzato il mio grande sogno.
Il nostro itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos in breve
Qui di seguito ti riporto le tappe del nostro viaggio alle Isole Galapagos:
- Isla San Cristobal (2 notti)
- Leon Dormido (escursione in giornata)
- Isla Santa Cruz (2 notti)
- Seymour Norte (escursione in giornata)
- Isla Isabela (2 notti)
- Isla Santa Cruz (1 notte).
Regole da rispettare alle Isole Galapagos
Alle Isole Galapagos la conservazione dell’ambiente e della fauna è la priorità. Abitanti e autorità lavorano costantemente per proteggere e preservare la biodiversità straordinaria di queste isole, rendendole un esempio di sostenibilità ambientale per il mondo intero. Durante il nostro viaggio abbiamo notato in più punti dei cartelli che ricordano le seguenti importanti misure di tutela ambientale da rispettare.
- Non portare animali domestici sulle isole.
- Mantieni una distanza di almeno 2 metri dagli animali, non toccarli e non dargli da mangiare.
- Resta all’interno dei percorsi segnati.
- Fatti accompagnare da una guida certificata dove obbligatoria.
- Non lasciare spazzatura in giro.
- Nelle aree protette è vietato fumare, bere alcolici e accendere fuochi.
- Il campeggio necessita di un’autorizzazione.
- L’uso del drone necessita di un’autorizzazione.
- Non portarti via oggetti naturali come piante, coralli e conchiglie.
Se quest’itinerario di 8 giorni alle Isole Galapagos ti è stato utile per l’organizzazione del tuo viaggio continua a seguirmi per avventure sempre nuove! Mi trovi anche su Instagram, Facebook e tutti gli altri social.
A questo link invece trovi tutti i miei articoli su Ecuador e Galapagos.



Questo articolo ha 4 commenti
Bellissimo articolo e bellissime foto. Nel leggerlo mi è sembrato di essere lì ad osservate gli animali, a nuotare con loro. Complimenti davvero!!
Grazie per averlo letto! L’ho scritto col cuore!
Ciao!!! Grazie per questo articolo. Avrei una domanda in vista del mio prossimo viaggio alle Galapagos: è facile trovare guide per fare snorkeling (anche ove non obbligatorio, quindi non in tour organizzati). Hai per caso qualche numero dei ragazzi del posto da condividere? Grazie !!
Ciao Elisa! Grazie a te per aver letto la mia esperienza e per avermi scritto! Purtroppo non ho più i numeri, ma le isole sono piccole ed è davvero semplice trovare qualcuno direttamente in loco, chiedendo al personale che lavora nella struttura ricettiva in cui andrai a soggiornare.
Buon viaggio.. le Isole Galapagos sono un vero paradiso terrestre 🙂