Induismo balinese: rituali e festività a Bali, isola degli Dei

Induismo balinese

Bali è l’unica isola di tutta l’Indonesia a maggioranza induista.
L’Induismo balinese è una forma di Induismo che incorpora un forte Animismo locale, il culto degli antenati Pitru Paksha e Buddismo.

Il principio fondamentale alla base dell’induismo è che esistono forze del bene, note come dharma e forze del maleadharma.
Gli indù cercano equilibrio e armonia tra queste due forze, liberandosi così dal ciclo senza fine della reincarnazione e raggiungendo uno stato chiamato moksa.

L’induismo balinese divide il cosmo in tre livelli: il livello più alto è il cielosuarga, la dimora degli dei; il successivo è il mondo dell’uomobuwah; ed infondo l’inferno, bhur, dove vivono i demoni.
Questa divisione si riflette nel corpo umano (testa, corpo e piedi) e nei santuari che si trovano all’esterno degli edifici balinesi.

Una caratteristica importante sono le offerte al dio Sang Hyang Widhi, chiamate canang sari
Esse consistono in cestini creati a mano dalle donne con foglie di palma e riempiti con vari generi di fiori freschi che rappresentano varie divinità.
Nel cestino vengono spesso messe anche offerte materiali, come monete, cibo o sigarette.

Queste offerte vengono preparate tutti i giorni e si trovano un po’ ovunque: all’esterno delle case, dei templi, per strada ed in tantissimi altri luoghi!
Viene poi acceso un incenso e le preghiere vengono rivolte sia agli spiriti buoni sia a quelli cattivi.

Oltre alle tradizionali divinità indù come Shiva, Vishnu e Brahma, gli induisti balinesi adorano una serie di divinità unica!

Sang Hyang Widhi è il Dio Supremo nell’induismo balinese e molte altre divinità si manifestano: tra queste Dewi Sri, la dea del riso e della fertilità e molti altri dei associati a montagne, laghi ed al mare.

Bali è soprannominata anche “isola dei mille templi“, se ne contano infatti circa 10.000: ogni famiglia possiede un tempio privato, ogni villaggio possiede un tempio collettivo e poi vi sono i templi più importanti di tutta l’isola.

Il tempio più importante a Bali è il tempio Pura Besakih e si trova alle pendici del vulcano Agung.

Rituali

Gli induisti balinesi compiono cinque riti sacrificali, conosciuti come Panca Yudha.
Essi sono:

  • Dewa Yadnya, per gli dei;
  • Buta Yadnya, per spiriti e demoni;
  • Resi Yadnya, per la consacrazione del clero;
  • Manusa Yadnya, per la vita umana (matrimoni, nascita, crescita e famiglia);
  • Pitra Yadnya, per la morte e la reincarnazione.

Vi sono ben 13 cerimonie riguardo alla vita, a partire dal concepimento.
Queste cerimonie segnano eventi importanti nella vita di una persona, tra cui la nascita, la pubertà, la limatura dei denti ed il matrimonio.

Un bambino appena nato si crede rappresenti l’anima di un antenato ed è considerato come un Dio per i suoi primi 42 giorni di vita.
La madre invece è considerata impura e non ha il permesso di partecipare a qualsiasi attività religiosa durante questo periodo.
Inoltre il bambino non deve toccare il suolo impuro fino a quando non ha 105 giorni di vita, cioè a metà strada dalla celebrazione del suo primo compleanno secondo il calendario balinese di 210 giorni basato sulle fasi lunari.
Una volta che il bambino raggiunge la pubertà i sei denti frontali superiori vengono limati.

Il matrimonio è obbligatorio per i balinesi indù, sia per la creazione di una famiglia sia per acquisire una posizione migliore nella struttura sociale.
Dando alla luce dei figli si garantisce la linea patrilineare e si garantisce che ci sia qualcuno che esegua i rituali essenziali per la reincarnazione.

Le cerimonie più importanti dell’induismo balinese si svolgono dopo la morte, e determinano la liberazione dell’anima al fine della reincarnazione.

A differenza dei riti della morte di altre religioni, il corpo fisico non è il centro dell’attenzione, in quanto è visto come niente di più di un contenitore temporaneo dell’anima.
Infatti, il corpo deve essere bruciato prima che l’anima possa lasciarlo completamente.

La cerimonia di cremazione è davvero molto costosa: una cerimonia elaborata è un modo di mostrare rispetto per un’anima destinata a diventare un Dio con notevoli poteri.
I corpi sono sepolti temporaneamente, fino a quando la famiglia è in grado di accumulare fondi sufficienti per la cremazione; i corpi di sacerdoti e delle famiglie di alta classe sono conservati fuori dalla terra.

Festività

La festa più importante è il Galungan, ovvero la celebrazione del trionfo del bene (dharma) sul male (adharma).
Viene calcolato in base al calendario balinese di 210 giorni basato sulle fasi lunari e si svolge il mercoledì dell’undicesima settimana.
In questo giorno i balinesi si preparano ad accogliere con preghiere ed offerte gli spiriti dei parenti defunti che tornano a visitare le loro abitazioni.
La festa del Galungan serve per ricordare agli umani che devono sempre combattere le cattive abitudini, i desideri malvagi ed i comportamenti inopportuni!

Il decimo giorno dopo Galungan viene chiamato Kuningan: gli spiriti degli antenati tornano in paradiso.

Un’altra festa molto importante è il Nyepi, ovvero il Giorno del Silenzio, una giornata dedicata all’introspezione per meditare su valori come l’amore, la pazienza e l’umanità.
Dalle 6 del mattino del Nyepi Day fino alle 6 del mattino successivo è vietato tutto ciò che potrebbe distrarci da noi stessi: è vietato accendere luci, fuochi, internet; è vietato uscire di casa, lavorare, viaggiare, parlare, mangiare e fare sesso.

Durante questa giornata non vi è nessun rumore, solo i suoni della natura..

..e non vi è nessuna luce, solo quella del Sole, della Luna e delle stelle..

..un’esperienza unica al mondo!

Il Nyepi inoltre segna l’inizio di un nuovo anno nel calendario balinese ed è celebrato il primo giorno del decimo mese.

La sera prima ha luogo la sfilata degli Ogoh-Ogoh, statue giganti raffiguranti demoni: la loro funzione è quella di purificare l’ambiente dall’inquinamento spirituale emesso dalle attività degli esseri viventi.
Gli spiriti maligni trovandosi su un’isola immersa nel silenzio e senza presenze umane decidono di andare via!

Un sistema di caste

Bali ha un sistema di caste simile al sistema indiano nella sua forma antica: la propensione dell’anima a comportarsi secondo certe tendenze in base alla sua natura innata.
Sulla base di questa propensione le persone scelgono la propria professione.

Successivamente è diventato un sistema di linearità familiare, legato alle professioni degli antenati.


Colori e abbigliamento da cerimonia

L’abbigliamento cambia leggermente nei colori e nei materiali a seconda del tipo di cerimonia a cui si partecipa.

Gli uomini devono indossare un copricapo, una camicia con colletto e un sarong interno, un sarong esterno disegnato a batik, una fusciacca ed un paio di sandali.

Le donne devono indossare un top in pizzo, un corsetto, un sarong batik, una fusciacca ed un paio di sandali.

Nelle cerimonie ai templi i colori usati sono il bianco, il giallo e l’oro.
Alle cremazioni si usano il nero e il marrone; alle cremazioni di persone di alta casta si usa il bianco.
In tutte le altre cerimonie ognuno può utilizzare i colori che preferisce.


Danza Barong

Le danze balinesi sono una delle molteplici forme d’arte locali strettamente legate alla spiritualità.

La Danza Barong, per esempio, rappresenta l’eterna battaglia tra il bene e il male.

Nella mitologia balinese Barong è una creatura simile a un leone ed è il Re degli Spiriti a capo delle forze del bene.

Egli si contrappone al nemico Rangda, la Regina dei Demoni.

La Danza Barong ritrae i due personaggi coinvolti in una battaglia.
La loro storia è raccontata con i movimenti dei danzatori che ballano al suono dei tamburi. 

Nel finale Barong sconfigge Rangda.
Rangda fugge, il male è sconfitto e l’ordine celeste viene ripristinato.

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