Mal d’Africa: la nostra prima volta nel cuore dell’Africa

Andare in Africa, precisamente a Zanzibar, è sempre stato il mio sogno!

Ho guardato per anni le foto di questo meraviglioso arcipelago su cataloghi ed internet, sognando ad occhi aperti e immaginandomi seduta su quella sabbia bianca davanti all’oceano, mentre ammiravo tutte le sue infinite sfumature d’azzurro.


Quando io e Vincenzo abbiamo prenotato il volo ero talmente contenta che faticavo a credere che fosse vero!

Abbiamo pensato a tutte le cose che avremmo potuto fare una volta arrivati a destinazione e abbiamo organizzato con mesi di anticipo tutte le escursioni che volevamo fare, ma non potevamo immaginare che questo viaggio ci avrebbe regalato così tante emozioni!

La nostra prima volta nel cuore dell’Africa

Il grande giorno è arrivato, è il momento di partite e l’entusiasmo è alle stelle!

Siamo sull’aereo quando ad un certo punto noto che tutte le persone presenti a bordo guardano emozionate dal finestrino.

Incuriosita do un’occhiata anche io: siamo sopra il meraviglioso arcipelago di Zanzibar!
Che vista straordinaria.. sembra il paradiso!

L’aereo inizia la discesa e sempre dal finestrino vedo bellissime palme, capanne di fango e tantissimi bambini che giocano per strada.

Scesi dall’aereo, ancora sulla pista, vediamo piccoli aeroplani che partono per i safari in Tanzania: che emozione! Ci sembra d’essere in uno di quei film avventurosi ambientati in Africa!

Il cielo è di un azzurro più intenso rispetto a quello a cui siamo abituati a vedere nelle città europee.

Jambo!

Ci dirigiamo all’interno del piccolissimo aeroporto, paghiamo il visto d’ingresso nel Paese ed usciamo.

Ad attenderci ci sono molti zanzibarini che si offrono per accompagnarci al nostro hotel a Uroa, sulla costa orientale dell’isola.
Jambo!” “Jambo!”, ci salutano tutti con un enorme sorriso!

Saliamo su un taxi e durante il tragitto davanti a noi ci ritroviamo un tipico bus zanzibarino pieno di persone, alcune sedute ed altre in piedi aggrappate alle porte che viaggiano al di fuori del mezzo.
“Si chiama Dalla dalla!”, ci dice con un bel sorriso l’autista.

Chiedo se è permesso fare una foto al Dalla dalla, mi risponde di sì, e mentre sto per scattare la foto un uomo seduto sul bus mi nota, sorride ed alza il pollice.
This is Africa!” aggiunge l’autista ridendo con gusto!


Le strade non sono asfaltate e spesso l’autista si ferma per dare la precedenza a file di caprette, oche e galline che attraversano la strada.
Si gira verso di noi e sorridendo ci dice “pole pole“, piano piano.

Proseguendo lungo il tragitto incontriamo tanti villaggi e tante piccole bancarelle di frutta tropicale.

Lenzuolo di stelle

Arriviamo in hotel all’ora di cena.
Il sole è già basso, pronto a lasciare spazio alla notte.
Quando arriva il buio, alziamo gli occhi verso il cielo e restiamo senza fiato davanti alla bellezza delle stelle: se ne vedono tantissime! Non ne avevamo mai viste così tante tutte insieme, così vicine tra loro.. un vero e proprio lenzuolo di stelle che illumina la notte.
L’aria è fresca e pulita e ci accarezza dolcemente.. una sensazione davvero piacevole.

Come sasso o come tartaruga?

Un nuovo giorno ha inizio!
Mi sveglio al canto del gallo, e mentre Vincenzo dorme ancora, mi siedo in balcone.
Respiro l’aria fresca e pulita, ammiro i vivaci colori della vegetazione tropicale e sento degli uccellini cantare: uno di loro, di colore giallo, si avvicina al nostro balcone come a volermi dare il buongiorno e lo farà ogni mattina per tutta la durata del nostro soggiorno su quest’isola straordinaria.

Appena Vincenzo si sveglia e facciamo un’abbondante colazione a base di freschissima frutta tropicale super colorata, profumata, gustosa e succosissima!
Come iniziare al meglio la giornata!

Mentre ci gustiamo la colazione, un ragazzo che lavora nell’hotel si avvicina a noi e in maniera molto amichevole ci chiede “avete dormito come sasso o come tartaruga?”

Hakuna Matata

Dopo la colazione ci infiliamo costume e infradito, prendiamo teli e zainetti, e ci dirigiamo verso la spiaggia: c’è la bassa marea!

Hakuna matata! Senza pensieri tiriamo fuori le scarpe da scoglio e facciamo una passeggiata tra ricci e paguri, stelle marine e conchiglie.

Osserviamo i colori intensi dei vestiti delle donne che raccolgono le alghe, i bambini che giocano, i beach boys con nomi fantasiosi che cercano di vendere ai turisti manufatti in ebano, i Masai con i loro drappi rossi come il tramonto che incendia il mare..

Mal d’Africa

Mal d’Africa“, ho sentito spesso questa frase, ma prima di visitare Zanzibar non sapevo cosa volesse dire esattamente.

Ora invece lo comprendo bene.
Nel ricordare Zanzibar sento una forte nostalgia e una profonda voglia di farvi ritorno.

Non è solo per la bellezza del luogo, è per qualcosa di più profondo.
Per le sensazioni che ho provato, per come mi sono sentita.

Ritorno a casa

Durante le due settimane trascorse in quest’ isola meravigliosa mi sono sentita in pace.
Mi sono sentita avvolta, abbracciata.
Amata.
Amata dalla terra, dall’aria, dagli alberi, dall’oceano.
Amata da ogni cosa.
Ho sentito d’essere tutt’uno con la Madre Terra.

Una sensazione unica, mai provata in nessun altro continente.

Una sensazione di deja-vu, la sensazione di essere già stata in questo luogo.
Mi sono sentita a casa, pur essendo lontana dal posto in cui sono nata e cresciuta in Italia.
Ho provato un profondo senso di appartenenza, un ritorno alle origini più remote; è come se in me si fossero risvegliati dei ricordi ancestrali.

D’altra parte l’Africa è la culla dell’umanità, dove tutto ebbe inizio.

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