Storia e cucina di Zanzibar, l’isola delle spezie

Durante i miei viaggi mi piace scoprire la storia e la cultura del luogo che sto visitando ed inoltre penso che la conoscenza di un posto nuovo passi anche dalla sua tradizione gastronomica. Per questo motivo ho deciso di scrivere quest’articolo in cui ti racconto storia e cucina di Zanzibar, un’isola che ho amato particolarmente.

Storia e cucina di Zanzibar

In realtà oggi Zanzibar è un arcipelago costituito da due isole principali, Unguja e Pemba, e da tante isole minori disabitate. È situato al largo delle coste dell’Africa orientale, bagnato dall’Oceano Indiano ed appartiene alla Tanzania. La sua isola principale è Unguja e viene chiamata semplicemente Zanzibar.

L’origine del nome Zanzibar non è certa: essa potrebbe derivare dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano le persone con la pelle nera, e quindi zang-i bar significherebbe “Terra dei neri“; oppure potrebbe derivare dall’arabo zanjabīl, che significa “zenzero“, ovvero una delle spezie più commerciate da quest’isola tropicale, soprannominata anche “isola delle spezie“.

storia e cucina di Zanzibar zenzero

La storia di Zanzibar

Nella preistoria a Zanzibar abitavano popolazioni bantu provenienti dalla costa dell’Africa orientale.

Intorno alla fine del I millennio Zanzibar è stata protagonista dell’espansione commerciale araba e persiana. Divenne un luogo importante per la sconfinata rete commerciale, le cui rotte passavano per il Medio Oriente fino all’India. In questo periodo la civiltà persiana e quella araba iniziarono a creare insediamenti stabili a Zanzibar e si mischiarono con le popolazioni native bantu, dando origine alla cultura swahili. Per questo motivo Zanzibar è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua è stata a lungo quella predominante durante gli scambi commerciali tra Africa ed Asia.

masai
Stone Town

Alla fine del XV secolo l’arrivo dei portoghesi portò ad una rapida caduta della civiltà swahili. Essi infatti razziarono ripetutamente questo territorio ed infine vi imposero il proprio dominio militare, con l’intento di subentrare ad arabi e persiani nel controllo degli scambi commerciali tra Africa ed Asia.

Muyuni Zanzibar

Il Sultanato di Zanzibar

Alla fine del XVII secolo il Sultanato di Oman iniziò ad espandersi scacciando i portoghesi ed appropriandosi di Zanzibar, che riguadagnò un importante ruolo commerciale, soprattutto per quanto riguarda spezie, avorio e schiavi. L’importanza dell’isola divenne tale che nel 1840 la capitale del Sultanato fu spostata a Stone Town. Ma in seguito ad una lotta di successione interna alla dinastia regnante, nel 1861 Zanzibar e Oman si divisero: questo portò alla nascita del Sultanato di Zanzibar.

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Mentre il sultanato prosperava, le potenze coloniali europee iniziarono a rafforzare la propria presenza nella zona e Zanzibar divenne un protettorato britannico. Gli inglesi imposero l’abolizione della schiavitù e nel 1963 il Regno Unito concesse l’indipendenza all’arcipelago.

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L’anno successivo si decise di unire Zanzibar e Tanganica in una nazione unica, che prese l’odierno nome di Repubblica Unita della Tanzania. Zanzibar comunque rimase una realtà distinta dalla Tanzania continentale, sia per la cultura sia perché l’arcipelago è una delle aree più sviluppate del Paese.

Uroa Zanzibar

Zanzibar oggi

Oggi l’arcipelago è una strepitosa meta per vacanze, grazie alle sue spiagge bianchissime ed al suo mare da sogno. Ancora oggi la popolazione di Zanzibar parla swahili, ma anche l’inglese è molto diffuso. Circa il 97% della popolazione di Zanzibar è di fede musulmana ibadita, mentre il restante 3% comprende cristiani e induisti.

Zanzibar
storia e cucina di Zanzibar

Cosa mangiare a Zanzibar

La cucina zanzibarina è rinomata per le sue combinazioni di sapori, le quali riflettono il passato movimentato dell’arcipelago, combinando ricette arabe, indiane ed europee, modificate per adattarsi ai prodotti tipici del luogo, legati alla tradizione costiera ed alla produzione agricola di spezie e di gustosissima frutta tropicale.

L’alimento per eccellenza a Zanzibar è il riso, il quale viene consumato durante tutti i pasti, dalla colazione alla cena. Tra i pesci più comuni vi sono tonno, polpi, calamari, aragoste e cicale di mare, rigorosamente cotti sulla brace, accompagnate da verdure e patatine fritte ed arricchiti da spezie come cumino, curcuma e zenzero. Il pane a Zanzibar si chiama chapati ed è molto simile ad una piadina. Ottima è la frutta tropicale: mango, papaia, passion fruit, ananas e cocco sono in assoluto tra i più buoni che io abbia mai assaggiato.

Vi è poi un’ottima scelta di birre locali, tra cui Safari, Kilimanjaro, Serengeti e molte altre.

birra Serengeti

Ma la bibita per eccellenza è la Stoney Ginger Beer o Stoney tangawizi. Si tratta di una bibita analcolica allo zenzero, con un intenso sapore che potrebbe risultare troppo forte. Io l’ho trovata davvero buona! In realtà la Tangawisi è una bevanda originaria del Congo, con presunti effetti medicinali ed afrodisiaci. Oggi viene imbottigliata in bottiglie marroni da 350 ml, prodotta e venduta dalla Coca-Cola.

Stoney Ginger Beer o Stoney tangawizi la bibita allo zenzero di Zanzibar


In conclusione, quello a Zanzibar sarà un incredibile viaggio di sapori!

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