Zanzibar: storia e cucina dell’isola delle spezie

Zanzibar è un arcipelago costituito da due isole principali, Unguja e Pemba, e da tante isole minori disabitate.

Appartiene alla Tanzania, è situato al largo delle coste dell’Africa orientale a pochi gradi a sud dell’equatore ed è bagnato dall’Oceano Indiano.

La sua isola principale è Unguja e viene chiamata semplicemente Zanzibar.

L’origine del nome Zanzibar non è certa: essa potrebbe derivare dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano le persone con la pelle nera, e quindi zang-i bar significherebbe “Terra dei neri“; oppure potrebbe derivare dall’arabo zanjabīl, che significa “zenzero“, ovvero una delle spezie più commerciate da quest’isola tropicale, soprannominata anche “isola delle spezie“..

..comunque sia Zanzibar ha un fascino davvero unico!

Un po’ di storia

Nella preistoria vi abitavano popolazioni bantu provenienti dalla costa dell’Africa orientale.

Intorno alla fine del I millennio Zanzibar è stata protagonista dell’espansione commerciale araba e persiana: divenne un luogo importante per la sconfinata rete commerciale, le cui rotte passavano per il Medio Oriente fino all’India.

In questo periodo la civiltà persiana e quella araba iniziarono a creare insediamenti stabili a Zanzibar e si mischiarono con le popolazioni native bantu, dando origine alla cultura swahili.
Per questo motivo Zanzibar è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua è stata a lungo quella predominante durante gli scambi commerciali tra Africa ed Asia.

Alla fine del XV secolo l’arrivo dei portoghesi portò ad una rapida caduta della civiltà swahili.

Essi infatti razziarono ripetutamente questo territorio ed infine vi imposero il proprio dominio militare, con l’intento di subentrare ad arabi e persiani nel controllo degli scambi commerciali tra Africa ed Asia.


Il sultanato..

Alla fine del XVII secolo il sultanato di Oman iniziò ad espandersi scacciando i portoghesi e Zanzibar divenne parte del sultanato.

Sotto il dominio omanita Zanzibar riguadagnò un importante ruolo commerciale, soprattutto per quanto riguarda spezie, avorio e schiavi.

L’importanza dell’isola divenne tale che nel 1840 la capitale del sultanato fu spostata a Stone Town.

Ma in seguito ad una lotta di successione interna alla dinastia regnante, nel 1861 Zanzibar e Oman si divisero: questo portò alla nascita del sultanato di Zanzibar.

Mentre il sultanato prosperava, le potenze coloniali europee iniziarono a rafforzare la propria presenza nella zona e Zanzibar divenne un protettorato britannico.

Gli inglesi imposero l’abolizione della schiavitù e nel 1963 il Regno Unito concesse l’indipendenza all’arcipelago.

L’anno successivo si decise di unire Zanzibar e Tanganica in una nazione unica, che prese l’odierno nome di Repubblica Unita della Tanzania.

Zanzibar comunque rimase una realtà distinta dalla Tanzania continentale, sia per la cultura sia perché l’arcipelago è una delle aree più sviluppate del Paese.


Zanzibar oggi

Ancora oggi la popolazione parla soprattutto swahili, ma anche l’inglese è molto diffuso.

Circa il 97% della popolazione di Zanzibar è di fede musulmana ibadita;
il restante 3% comprende cristiani e induisti.

Oggi l’arcipelago è una strepitosa meta per vacanze, grazie alle sue spiagge bianchissime ed al suo mare da sogno!


Cosa mangiare a Zanzibar

La cucina zanzibarina è rinomata per le sue combinazioni di sapori, le quali riflettono il passato movimentato dell’arcipelago, combinando ricette arabe, indiane ed europee, modificate per adattarsi ai prodotti tipici del luogo, legati alla tradizione costiera ed alla produzione agricola di spezie e di gustosissima frutta tropicale.

Il cibo per eccellenza a Zanzibar è il riso e viene consumato durante tutti i pasti, dalla colazione alla cena.

Tra i pesci più comuni vi sono tonno, polpi, calamari, aragoste e cicale di mare; cotti sulla brace, accompagnate da verdure e patatine fritte ed arricchiti da spezie tra cui cumino, curcuma e zenzero.

Il pane a Zanzibar si chiama chapati ed è molto simile ad una piadina.

Ottima è la frutta tropicale: mango, papaia, passion fruit, ananas e cocco!

..e da bere?

Vi è un’ottima scelta di birre locali: Safari, Kilimanjaro, Serengeti.. e molte altre!

Ma la bibita per eccellenza è la Stoney Ginger Beer o Stoney tangawizi: bibita analcolica allo zenzero, con un intenso sapore che potrebbe risultare troppo forte.. io l’ho trovata davvero buona!
Tangawisi è una bevanda originaria del Congo, con presunti effetti medicinali ed afrodisiaci.
Oggi viene imbottigliata in bottiglie marroni da 350 ml, prodotta e venduta dalla Coca-Cola.

Un incredibile viaggio di sapori!

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