Sicilia: una terra magica e ricca di meraviglie

La Sicilia, ufficialmente denominata Regione Siciliana, è una regione autonoma a statuto speciale con capoluogo Palermo.
Essa è la più grande isola dell’Italia e del Mediterraneo, ed è la regione più estesa d’Italia e quarta per popolazione.

Alla Sicilia sono particolarmente legata: entrambe i miei genitori sono nati e cresciuti in un piccolo paese nella provincia di Messina ed è proprio qui che ho trascorso le mie vacanze estive per ben 20 anni!
Ancora oggi, ma più raramente, vi torno per far visita ai miei nonni, zii, cugini e amici d’infanzia.

Sono innamorata delle mie origini, sono innamorata della Sicilia.
I suoi colori, i suoi sapori, la sua calda atmosfera e la sua storia gloriosa hanno un incredibile fascino su di me e li porto nel mio cuore in qualunque posto del mondo viaggio!

Anche il mio compagno Vincenzo, con il quale convivo a Milano, è di origini siciliane e quest’estate abbiamo deciso di tornare nella nostra isola per compiere un meraviglioso viaggio on the road e per riscoprire le nostre origini!
Ovviamente ce ne siamo innamorati ancor più di prima 🙂


Un passato glorioso

Le tracce umane più antiche sull’isola risalgono al 20.000 a.C. circa.

Popoli provenienti dal Medioriente e da ogni parte d’Europa vi s’insediarono nei vari millenni, stratificandosi e fondendosi con i popoli autoctoni.

I Sicani sono i discendenti dei primi abitanti dell’isola, poi arrivarono i Siculi e gli Elimi.
L’VIII secolo a.C. vide la Sicilia colonizzata dai Fenici e dai Greci.


L’isola venne poi assoggettata dai Romani e divenne parte dell’Impero fino alla sua caduta, nel V secolo d.C.



Durante l’Alto Medioevo fu conquistata da Vandali, Ostrogoti, Bizantini e Arabi, i quali ne ripristinarono dopo secoli l’indipendenza istituendo l’Emirato di Sicilia, e dai Normanni che con questi ultimi fondarono il Regno di Sicilia che durò dal 1130 al 1816.



Dopo la breve parentesi degli Angioini, con la rivolta del vespro nel 1282, tornò indipendente sotto la denominazione di Regno di Trinacria.

L’isola poi divenne un vicereame di Spagna, passò brevemente ai Savoia e all’Austria e nel XVIII secolo ai Borbone, sotto i quali sorse nel 1816 il Regno delle Due Sicilie.

Unita allo Stato Italiano nel 1860, a partire dal 1946 la Sicilia è una regione autonoma e dal 1947 ha nuovamente un proprio parlamento, l’Assemblea Regionale Siciliana, istituita ancor prima della nascita della Repubblica Italiana.
La Sicilia è l’unica regione d’Italia in cui l’organo legislativo è anche chiamato parlamento.

Sicilia, terra ricca di meraviglie

La Sicilia è sempre stata terra di conquista e ciò ha contribuito all’evoluzione della sua già straordinaria bellezza!

I popoli che hanno abitato l’isola hanno infatti lasciato una loro traccia importante nella lingua, nella cucina, nella cultura e nell’arte.. un patrimonio inestimabile!

Oltre ad essere una terra con enorme patrimonio naturalistico..


..infatti la Sicilia vanta anche una lista infinita di siti archeologici, musei, monumenti ed edifici vari unici nel loro genere, splendide città dalle antiche e nobili origini e magici borghi che tutto il mondo invidia!

Un vero e proprio scrigno in cui sono racchiusi incredibili tesori di un passato glorioso.
Ogni angolo dell’isola riserva delle sorprese, non basterebbe un mese per vedere tutte le meraviglie che offre! 


I vulcani più importanti della Sicilia

L’isola di Sicilia e le sue isole minori sono interessate da un’intensa attività vulcanica!
I vulcani più importanti sono:

  • Etna, il più alto vulcano attivo terrestre della placca euroasiatica;
  • Stromboli, uno dei vulcani più attivi del mondo;
  • Vulcano, che si trova sull’omonima isola.
    Inoltre la parola vulcano usata per le montagne geologicamente attive, deriva dal nome di questa montagna e dell’isola, le quali a loro volta devono il loro nome al dio romano del fuoco Vulcano che risiedeva, secondo la tradizione classica, sull’isola.

Essi hanno la singolarità di appartenere a tre tipologie differenti: eruzioni di lave basaltiche intervallate a periodi di calma l’Etna; eruzioni continue e fontane di lava Stromboli, le cui caratteristiche sono state prese come modello tipologico dagli scienziati del settore i quali hanno coniato il termine Tipo stromboliano per designare le attività similari dei vulcani terrestri; ed infine di tipo esplosivo o pliniano Vulcano, caratterizzato da lunghi periodi di apparente calma ed eruzioni violente.

Tutti regalano panorami lunari mozzafiato, emozioni forti e sensazioni indimenticabili!


Arcipelaghi e isole minori della Sicilia

La Sicilia è una regione totalmente insulare: è costituita, oltre che dall’isola principale, da un insieme di arcipelaghi e isole minori.

Compresa l’isola di Sicilia vi sono 19 isole abitate!

I principali gruppi di isole dell’arcipelago della Sicilia sono:

  • Le Isole Eolie, (Lipari, Panarea, Vulcano, Stromboli, Salina, Alicudi, Filicudi), di origine vulcanica e situate nel Mar Tirreno meridionale a nord della costa siciliana;
  • le Isole Egadi, (Favignana, Levanzo, Marettimo, isolotti di Formica e Maraone), a cavallo tra basso Tirreno e canale di Sicilia, incastonate in splendide acque cristalline;
  • e le Isole Pelagie, (Lampedusa, Isola dei Conigli, Linosa e Lampione), situate nel mezzo del mar Mediterraneo tra le coste tunisine e siciliane; esse rappresentano la punta meridionale della Repubblica Italiana, ma geologicamente appartengono al continente africano: insieme ad esempio alle isole Canarie ed all’Indonesia rappresentano un raro caso di arcipelago transcontinentale.
    Inoltre sono sito di regolare riproduzione delle tartarughe marine Caretta caretta.

Vi sono poi le isole dello Stagnone, in provincia di Trapani, con i loro antichi mulini e i loro grandi cumuli di sale che spuntano tra le acque rosate della laguna.
Un luogo davvero magico, qui infatti si può ammirare uno dei tramonti più belli del mondo.

Sempre in provincia di Trapani vi è l’isola di Pantelleria, a 65 km a nord est della Tunisia: di origine vulcanica e dal fascino incontaminato, offre atmosfere suggestive.

Le isole Ciclopi si sono formate in conseguenza di una intensa attività vulcanica circa mezzo milione di anni fa.
Il loro nome deriva dalla leggenda secondo cui i faraglioni e gli altri scogli siti di fronte ad Aci Trezza, in provincia di Catania, siano le pietre scagliate dal ciclope Polifemo contro Ulisse in fuga, come narrato nell’Odissea di Omero.

Ed infine Ustica, anch’essa vulcanica e di rara bellezza, è ritenuta l’isola Eèa ovvero la dimora della maga Circe citata nell’Odissea di Omero.

Inoltre i centri storici di Siracusa e di Augusta sono situati su due isole collegate alla terraferma.


Il clima della Sicilia

Il clima in Sicilia è mediterraneo secco, con estati calde e molto lunghe, ed inverni miti.

Sulle coste il clima risente maggiormente delle correnti africane per cui le estati sono torride.

Durante la stagione invernale, nelle zone interne, le temperature sono leggermente più rigide e presentano un clima mediterraneo ma con caratteristiche simili a quelle del clima continentale.

La neve cade cade in inverno al di sopra dei 1000 metri ma a volte può nevicare anche a quote collinari.
Le nevicate sulle zone costiere e pianeggianti sono rarissime.

I monti interni, in particolare i Nebrodi, le Madonie e l’Etna, hanno un clima di tipo appenninico.
L’Etna si presenta solitamente innevato da ottobre a maggio.

Soprattutto d’estate non è raro che soffi lo scirocco, il vento caldo proveniente dal Sahara.

La piovosità è in genere scarsa e si rivela insufficiente ad assicurare l’approvvigionamento idrico in alcune province dove possono avvenire vere e proprie crisi idriche.


Lingue e dialetti

La lingua ufficiale parlata in Sicilia è l’italiano, ma gran parte della popolazione locale parla il siciliano.
Il siciliano è riconosciuto come lingua dall’UNESCO, dall’unione europea e da altre organizzazioni internazionali.

Il siciliano è inoltre ritenuto lingua regionale ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie, il cui l’articolo 1 afferma che per lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue che non sono dialetti della lingua ufficiale dello stato.

Nell’isola sono presenti alcune minoranze etno-linguistiche e dialettali importanti dal punto di vista storico-linguistico.
Ad esempio la minoranza albanese, detta arbëreshë della città metropolitana di Palermo e quella più recente greca di Messina.

Nel dominio delle tradizioni popolari rientrano le varianti della lingua siciliana che tra l’altro furono l’unico complesso del gruppo italo-romanzo a precedere il toscano nell’elevarsi a dignità poetica e letteraria con la scuola siciliana di Federico II di Svevia, tanto da contendere al toscano, per un periodo abbastanza lungo, il primato quale lingua nazionale.

La poesia della scuola siciliana era scritta in siciliano “illustre” arricchito da francesismi, provenzalismi e latinismi, da numerosi poeti (non tutti siciliani) attivi prima della metà del Duecento nell’ambiente della corte imperiale.
Alcuni tratti linguistici con questa origine vennero adottati anche dagli scrittori toscani delle generazioni successive e si sono mantenuti per secoli fino ad ora nella lingua poetica (e non) italiana: come ad esempio il verbo sembrare per parere che per Dante era parola dotta (di origine provenzale, giunta anch’essa all’italiano attraverso la lirica siciliana).

Il contributo della scuola siciliana fu notevole:

“Qualunque cosa gli italiani scrivano, viene chiamato siciliano”

Dante Alighieri, De vulgari eloquentia

Patrimonio letterario popolare

Nel 2001 si annovera l’iscrizione tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’ Umanità da parte dell’Unesco dell’Opera dei Pupi, il teatro delle marionette siciliano, primo Patrimonio italiano a essere inserito in tale lista.

Grazie ai cuntastori (cantastorie), i pupi che rappresentano i personaggi del ciclo carolingio mettono in scena le storie dell’Orlando furioso e della Gerusalemme liberata.

Culla dell’Opera dei Pupi è Palermo dove sono presenti numerosi teatri, un museo ed una scuola famosa, quella della famiglia Cuticchio!


Tradizioni e folclore

Una parte fondamentale della tradizione siciliana riguarda i racconti orali.

Molti di questi racconti non sono ancora stati codificati del tutto.
Esistono tante leggende che hanno una variante in ogni città tale da costituire una vera e propria mitologia siciliana!

Le tradizioni popolari sicule sono numerose e multiformi, poiché vi s’impressero non poche e divergenti colonizzazioni: Greci, Romani, Bizantini e Arabi, Normanni, Spagnoli e Francesi, tanto per fare gli esempi più palmari.

Letteratura

La produzione letteraria è stata molto viva nel corso dei secoli, inizialmente grazie alla corte di Federico II con la sua scuola siciliana.

Tra il 1230 e il 1266 sotto la corte sveva si sviluppò il primo volgare illustre degno di questo nome.
Per quanto il suo uso restasse confinato alle corti italiane e alla letteratura, dopo gli svevi venne ripreso dagli scrittori toscani che ne vennero fortemente influenzati, anche grazie al prestigio letterario della Scuola, al cui capofila Giacomo da Lentini è attribuita l’invenzione del sonetto!

Grazie anche allo stile poetico dei Siciliani, molte delle loro parole ed espressioni passarono nel toscano illustre, base della lingua italiana.

Tra i più celebri scrittori siciliani vissuti tra il XIX ed il XX secolo vi sono i premi Nobel Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo.
Da ricordare anche romanzieri del calibro di Giovanni Verga e molti altri ancora.

Negli ultimi quattro secoli la Sicilia ha dato i natali a illustri rappresentanti del mondo musicale tra cui Vincenzo Bellini.

“La Sicilia è indubbiamente una delle due grandi isole letterarie del continente, l’altra è l’Irlanda. Entrambe hanno un’importantissima tradizione di scrittori e poeti, al punto che si dovrebbe riflettere sul legame specifico che esiste tra la condizione insulare e il bisogno di scrittura. Un bisogno spesso strettamente legato al tema della nostalgia, visto che, quando gli scrittori vivono lontani dall’isola natia, sublimano la nostalgia attraverso la scrittura.”

Daniel Pennac

Cucina

La cucina siciliana fa parte di una cultura gastronomica regionale complessa e articolata, che mostra tracce di tutte le culture che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni.
Dalle abitudini alimentari della Magna Grecia alle prelibatezze dei “Monsù” delle grandi cucine nobiliari, passando dai dolci d’età araba-normanna e dalle frattaglie alla maniera ebraica.

La lista dei prodotti tipici è lunghissima!
Ogni provincia, e in molti casi ogni comune, ha una sua specialità e anche i nomi degli stessi alimenti variano di zona in zona.

In particolare lo street food di Palermo è famoso in tutto il mondo e ad esso ho dedicato un articolo intero!

Per citarne solo alcuni: granite siciliane, pidoni messinesi, arancine, pasta alla Norma, cous cous alla trapanese, cannoli, cassata e chi più ne ha più ne metta!

Insomma la Sicilia è una terra davvero sorprendente, ricca di tesori tutti da scoprire, una terra magica ove è impossibile non lasciarvi il cuore!

“La più bella regione d’Italia: un’ orgia inaudita di colori, di profumi, di luci, una grande goduria”. 

Sigmund Freud

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